Questo sito utilizza cookie tecnici per le proprie funzionalità. Continuando a navigare o accedendo a un qualunque elemento del sito senza cambiare le impostazioni dei cookie, accetterai implicitamente di ricevere cookie dal nostro sito. Potrai ottenere maggiori informazioni cliccando su più "informazioni sui Cookie"

Scuola

Frase disperata sul muro della scuola: la solidarietà dei compagni è commovente

27 settembre 2018

“There’s nowhere for me to be”

ovvero “Per me non c’è nessun posto”. Sembra una frase presa da qualche canzone, ma il preside e gli studenti dell’istituto Liceo Brocchi di Bassano del Grappa non hanno dubbi: si tratta della frase sul muro, una richiesta disperata di aiuto da parte di un ignoto alunno. A riportare la notizia è il sito per studenti Skuola.net.

Gli studenti rispondono

La comunità scolastica, così, non ha tardato di rispondere al triste appello della frase sul muro del liceo. Quelle poche parole hanno colpito la sensibilità della comunità del Liceo Brocchi: i ragazzi (e non solo loro) non sono rimasti indifferenti e hanno teso idealmente la mano al compagno “sconosciuto”. La parete su cui campeggia la scritta è stata letteralmente invasa da post-it con delle scritte rassicuranti. Decine di frasi e fogli pieni di affetto e di cuori disegnati: “Se hai bisogno noi ci siamo”“C’è un posto per ciascuno. Vieni, la porta è sempre aperta” e tanti altri messaggi personalizzati. Molti ragazzi probabilmente si rivedono in quella scritta che tradisce uno stato d’animo molto più profondo di quanto possa apparire e hanno voluto incoraggiare l’adolescente misterioso.

La scuola è la casa di tutti: le parole del preside

“Non sappiamo chi abbia scritto quella frase, ma non è un atto vandalico – assicura il preside a Skuola.net – La terrò per 2-3 settimane, poi la farò togliere, ma non sporgerò denuncia. Non fissiamoci sul muro sporcato. Io, invece, mi voglio concentrare sul contenuto di quella frase, la scuola non è fatta solo di tecnologie, ma anche di rapporti umani e culturali. La scuola, come ripeto spesso, è la casa di tutti, nel senso che tutti, i ragazzi, ma anche i docenti ed il personale, devono considerarla come ambiente aperto, accogliente”. E nella circolare che ha inviato a tutti i ragazzi, alla fine ha voluto chiudere con un messaggio rivolto al misterioso alunno e condiviso anche dai docenti: “C’è un posto per ciascuno. Vieni, la porta è sempre aperta, non serve nemmeno bussare“.

Altri articoli in Scuola

1 stella2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *